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L’evento nasce per rivalutare e sostenere la cultura dell’artigianato slow, ovvero quell’artigianato dal quale prendono forma e vita oggetti unici, realizzati completamente a mano, fuori dalla moderna concezione di produzione compulsiva e omologata.

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Sono ammessi gli artigiani e gli operatori di ingegno muniti di
relativa autocertificazione, che realizzano manufatti di propria
ideazione, pezzi unici o piccole serie, attraverso metodi di
lavorazione tradizionali o rivisitati, purchè ci sia trasformazione
della materia prima (dunque no assemblaggi o affini) e la persona sia
il fulcro della lavorazione (no artigianato digitale, produzioni
semiseriali, seriali o simili).

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L’artista moderno ha deciso di conquistare l’eternità, il designer di conquistare il futuro; l’artigiano si fa conquistare dal tempo. Tradizionale ma non storico, connesso intimamente al passato ma non databile con precisione, l’oggetto d’artigianato rifiuta i miraggi della storia e le illusioni del futuro. L’artigiano non cerca una vittoria sul tempo, ma di immedesimarsi col suo fluire. Trasformando la ripetizione in forma di variazioni ad un tempo impercettibili e genuine, i suoi lavori diventano parte di una tradizione durevole. E così facendo resistono molto più a lungo di oggetti recenti che sono “l’ultima novità.”…
L‘artigianato, di nuovo, si mantiene fra due poli: come il design industriale è anonimo; come l’opera d’arte, è uno stile. Confrontato ai prodotti del design, il pezzo d’artigianato è anonimo ma non impersonale; confrontato all’opera d’arte, sottolinea la natura collettiva dello stile e dimostra che l’orgoglioso Io dell’artista è un noi.
Diffusa in ogni angolo del mondo, la tecnologia è diventata la principale causa di entropia storica. Le sue conseguenze negative si possono riassumere un una frase: impone l’uniformità senza promuovere l’unità. Spiana le differenze fra culture e stili regionali distinti ma non sa eliminare le rivalità tra i popoli. Per di più, il pericolo della tecnologia non consiste solo nella potenza mortale di molte delle sue invenzioni, ma nel fatto che costituisce un grave pericolo per l’essenza stessa del processo storico. Trascurando la diversità di società e culture, trascura la storia stessa. La stupenda varietà di differenti culture è la vera sorgente della storia: incontri e congiunzioni di gruppi e culture dissimili, con idee e tecniche molto diverse.
La tecnologia moderna ha portato numerose e profonde trasformazioni. Tutte, comunque, con lo stesso obiettivo e la stessa importanza: l’eliminazione dell’altro.

L
‘artigianato, invece, non è neanche nazionale, è locale. Indifferente ai confini e ai sistemi di governo, è sopravvissuto a repubbliche ed imperi: l’arte della ceramica, i cesti intrecciati e gli strumenti musicali dipinti negli affreschi di Bonampak sono sopravvissuti ai sacerdoti Maya, ai guerrieri Aztechi, ai preti Spagnoli e ai presidenti Messicani. Queste arti sopravviveranno anche ai turisti Yankee.
Gli artigiani ci difendono dall’uniformità artificiale della tecnologia e dai suoi deserti geometrici: mantenendo le differenze, mantengono la fecondità della storia. (O.Paz)
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